Lo stile brasiliano di Jiu Jitsu un'arte marziale, uno sport da combattimento e un metodo di difesa personale specializzato nella lotta ed in particolare in quella a terra. 

La disciplina insegna come suo fondamento che una persona più piccola e debole può difendersi con successo da un assalitore più grande e più forte portando lo scontro al suolo dove utilizzerà appropriate tecniche come leve, chiavi articolari e strangolamenti. L'allenamento nel Jiu Jitsu brasiliano viene praticato principalmente con il kimono (gi) ma negli ultimi anni la Federazione Internazionale ha introdotto anche competizioni senza kimono (no-gi o grappling).

Le sessioni di allenamento con confronto con un avversario non collaborativo giocano un ruolo maggiore nell'allenamento e ne caratterizzano uno dei punti più importanti, ma va sottolineato come quest'Arte pur essendo fortemente orientata al combattimento, sia sicura e compatibile con persone di ogni genere.

Il Jiu Jitsu, che tradotto dal giapponese significa "arte dolce" o "arte della cedevolezza", è una della arti marziali più antiche.

Affondando le sue radici in antichi sistemi di lotta indiani e cinesi, il Jiu Jitsu è stato poi elaborato in Giappone ed adottato dalla classe guerriera dei Samurai come sistema di difesa ed di attacco globale, in grado cioè di permettere di avere la meglio su di un avversario utilizzando tecniche di percussione, proiezione, leva articolare, strangolamento, o tecniche che prevedevano l'utilizzo di armi.

Col passare del tempo il jiu jitsu tradizionale giapponese ha subito un processo di frammentazione che ha dato origine alle note arti marziali giapponesi quali il judo, il karate, l'aikido.

L'origine del jiu jitsu brasiliano risale ai primi del novecento, quando il grande maestro di judo e di jiu jitsu Maeda, si trasferì in Brasile.

Grazie ai suoi exploit nel jiu jitsu e alle sue vittorie nel corso di incontri senza regole disputati e vinti in tutto il mondo, venne incaricato di monitorare lo sviluppo della comunità giapponese in Brasile. Durante lo stesso periodo il brasiliano Gastao Gracie, erede di una famiglia di diplomatici di origine scozzese aiutò Maeda, e fu questa circostanza a fare incontrare questi due personaggi ed a legarli da un profondo vincolo di amicizia.

Fu proprio grazie a questa amicizia che Maeda decise di compiere un gesto all'epoca inconsueto, e cioè di insegnare al figlio maggiore di Gastao, Carlos, l'arte del judo e del jiu jitsu.

Carlos apprese il jiu jitsu di Maeda e dopo poco tempo si trasferì a Rio de Janeiro dove aprì una sua Accademia ed inizio un grande lavoro di divulgazione del Jiu Jitsu . Carlos ebbe 21 figli e 98 nipoti, e tutti suoi figli maschi sono diventati cinture nere.

Suo fratello minore, il famoso Helio Gracie ha sicuramente contribuito più di chiunque altro all'elaborazione del jiu jitsu brasiliano così come lo conosciamo oggi, ed è noto per le sue sfide contro il più grande judoka giapponese Kimura e per le vittorie dei suoi numerosi figli, principalmente Rickson e Royce, i quali hanno contribuito per primi a divulgare il jiu jitsu brasiliano al di fuori del Brasile, rivoluzionando il panorama marziale mondiale in modo radicale.

Da ricordare anche il primogenito di Carlos, Carlson Gracie, , leggendario lottatore di vale tudo, nonché maestro di moltissimi lottatori che hanno fatto la storia di questa disciplina, e di Carlos Gracie Jr. , attuale presidente delal Confederazione di Jiu Jitsu Brasiliana ed Internazionale, responsabile della grande diffusione mondiale del Jiu Jitsu brasiliano agonistico.

Tutti i membri della Famiglia Gracie ed i loro studenti hanno poi fondato numerose scuole di Jiu Jitsu sia in Brasile che all'estero, facendo diventare quest'arte marziale un fenomeno di massa in Brasile ed una delle realtà marziali in più grande espansione nel resto del mondo.